F.A.Q.

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F.A.Q.

Che cos’è la fecondazione assistita?

E’ l’insieme di tecniche (IUIFIVETICSI) finalizzate alla risoluzione di un problema di infertilità di coppia.

Per quanti giorni al mese una donna si può considerare fertile?

Poiché gli spermatozoi mantengono la loro maggior capacità fecondante per circa 48 ore dopo l’eiaculazione e la cellula uovo può essere fecondata per circa 24 ore dopo l’ovulazione, si può considerare che il periodo fertile è all’incirca di 3 giorni (più o meno tra il 12° ed il 15° giorno in un ciclo di 28 giorni).

Il fumo e l’acool interferiscono sulla fertilità maschile?

La risposta è affermativa. Il fumo interferisce sia sul numero che sulla mobilità degli spermatozoi.

Quanto tempo dobbiamo aspettare prima di chiedere aiuto se la gravidanza non arriva?

Poiché in media una coppia fertile ha il 20% di probabilità di ottenere una gravidanza ogni mese, più del 50% raggiungerà lo scopo entro 6 mesi e la maggior parte entro un anno. Se non ci sono dati anamnestici di rilievo, in linea di massima si consiglia di ricorrere al medico se la gravidanza non arriva dopo 12 mesi di rapporti regolari non protetti, o dopo 6 mesi se l’età della donna supera i 38 anni.

Che cosa si fa dopo un anno di ricerca di gravidanza se il bambino non arriva?

Vanno ricercate le cause per individuare il trattamento più corretto.

E’ utile recarsi presso un centro di Procreazione assistita o un Ginecologo esperto in Infertilità per eseguire gli accertamenti necessari.

Quali sono i metodi di Procreazione Medicalmente Assistita?

Il primo livello di intervento è quello dell’Inseminazione intrauterina (IUI) che consiste nell’immettere degli spermatozoi direttamente nell’utero nel periodo dell’ovulazione.

Il secondo livello di intervento è la fecondazione in vitro mediante tecnica FIVET o ICSI.

Quando vengono trasferiti gli embrioni e in che numero?

Il transfer embrionario viene effettuato in seconda o terza giornata successiva al pick-up ovocitario ecoguidato. In alcuni casi potrà essere eseguito il transfer in quinta giornata, cioè allo stadio di blastocisti.

Il numero di embrioni da trasferire sarà scelto in base all’età della paziente, alla storia clinica della coppia, al numero di cicli precedentemente effettuati.

Dopo quanto tempo si sa se il trattamento ha avuto successo?

Dopo circa tredici giorni dal trasferimento dell’embrione con un’analisi del sangue: il dosaggio dell’ormone β-HCG.

Quali sono le percentuali di successo?

Variano a seconda dell’età femminile, delle cause dell’infertilità di coppia.

La donna che si sottopone a PMA corre rischi per la sua salute futura? Quanti cicli (con stimolazione ormonale) possono essere sopportati dall’organismo?

Gli studi a disposizione sulle patologie ormono-indotte sono finora rassicuranti. Ad oggi emerge che le pazienti trattate per la procreazione assistita non presentano un rischio maggiore rispetto alle altre di sviluppare un tumore del seno o dell’endometrio. E’ oggetto di studio un lieve possibile legame con l’aumento del rischio di cancro ovarico, ma i dati non sono sufficienti a stabilire un chiaro rapporto causa ed effetto Occorrono ancora migliaia di donne da seguire nel tempo per avere numeri che confermino il dato.

I bambini nati con fecondazione in vitro sono diversi dagli altri?

Diversi studi indicano che complessivamente i bambini nati da trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita hanno alla nascita un peso inferiore e maggiore incidenza di parto pretermine, spesso legati all’età avanzata della donna infertile.
La valutazione del rischio di anomalie, malformazioni, patologie neonatali è molto difficile e presenta diversi problemi nell’analisi dei dati. La conclusione emersa da diversi studi, è che esiste nei nascituri da PMA un lieve aumento del rischio di aneuploidie dei cromosomi sessuali e delle anomalie autosomiche de novo relative a patologie genetiche trasmesse dai genitori o legate all’età materna. Circa le anomalie cromosomiche strutturali, esse risultano prevalentemente ereditate dal padre, cosa non sorprendente se si considera la frequenza con la quale queste alterazioni sono presenti negli uomini gravemente dispermici. C’è quindi un’indicazione – già seguita dalla maggior parte dei centri – ad eseguire esami genetici completi negli uomini sterili e a controllare la normalità dei bambini con le opportune indagini prenatali.