Rischi

pericolo

I RISCHI

Possibili rischi per la donna:

EFFETTI DEI FARMACI:

  • Irritazioni locali
  • Reazioni allergiche
  • Iperstimolazione ovarica:
    L’assunzione di gonadotropine può causare lo sviluppo di un numero eccessivo di follicoli che portano le ovaie a ingrossarsi troppo, scatenando una serie di problemi a catena che potrebbero portare ad alterazioni dell’equilibrio idroelettrolitico ed emocoagulativo, eccessivo aumento del volume delle ovaie, versamento ascitico, pleurico, possibile comparsa di fenomeni tromboembolici e varie altre complicazioni. Per fortuna però le forme gravi di iperstimolazione sono rarissime: si calcola che riguardino al massimo il 3% dei trattamenti di PMA, e solo in una minima percentuale di casi (l’1%), la sindrome è abbastanza grave da richiedere un ricovero. In gran parte dei casi l’insorgenza della sindrome è facilmente valutabile prima che la situazione diventi grave: se le ecografie mostrano che ci sono molti follicoli e che le ovaie si stanno ingrossando, se il livello di estradiolo aumenta molto rapidamente, se la donna accusa i sintomi di un’iperstimolazione lieve (malessere generale, distensione addominale, nausea, vomito e/o diarrea), è facile sospettare che ci sia un rischio di iperstimolazione e intervenire prima che la situazione peggiori. Si hanno infatti a disposizione diverse strategie per ridurre al massimo il rischio della OHSS. Qualora il rischio di sviluppare tale condizione sia elevato, i medici del centro potranno decidere di: sospendere il ciclo, crioconservare gli ovociti o, nei casi di insorgenza post-fertilizzazione, di non effettuare il trasferimento degli embrioni e di procedere alla crioconservazione degli stessi ed al loro trasferimento differito non appena le condizioni di salute lo permettano.
  • Rischi a lungo termine:
    Gli studi effettuati dimostrano che le pazienti trattate per la procreazione assistita non presentano un rischio maggiore rispetto alle altre di sviluppare un tumore del seno o dell’endometrio. Mentre è stato osservato un lieve possibile legame con l’aumento del rischio di cancro ovarico, ma i dati non sono sufficienti a stabilire un chiaro rapporto causa ed effetto.

 

GRAVIDANZA MULTIPLE

Uno dei rischi più frequenti nella PMA è la possibilità di una gravidanza multipla, cioè con due o più gemelli. Il rischio varia a seconda dell’età della donna e del tipo di trattamento. Per ridurre questo rischio il più possibile (evitando le conseguenti complicazioni sia per la donna e sia per il feto da trasferire in utero) presso il nostro centro vengono trasferiti un numero massimo di 2 embrioni per ogni ciclo.

GRAVIDANZE ECTOPICHE

Nelle donne che si sottopongono alla IVF si registra un aumento delle gravidanze ectopiche, cioè di gravidanze in cui l’embrione si impianta al di fuori dell’utero e in particolare in una tuba. Si ritiene che nell’ambito della fecondazione in vitro questi casi arrivino al 3%, contro l’1% nella popolazione generale. Non è chiaro perché ciò avvenga, visto che gli embrioni vengono accuratamente depositati all’interno dell’utero. Una gravidanza extrauterina deve essere diagnosticata il prima possibile. Per questo motivo presso il nostro centro viene eseguito un attento monitoraggio delle β-HCG e vengono eseguite dalla nostra equipe anche le prime 2 ecografie ostetriche in epoche precoci (a circa 6-8 settimane gestazionali).

COMPLICANZE CHIRURGICHE

Se il prelievo degli ovociti viene eseguito in anestesia, esso implica i rischi generici della procedura anestesiologica adottata. Le complicanze derivanti dal prelievo ecoguidato di ovociti sono percentualmente molto basse e comprendono infezioni pelviche (0,6%), complicanze di tipo emorragico, sanguinamento addominale (0,07%), perforazione dei vasi iliaci (0.04%) che possono richiedere un ricovero ospedaliero urgente con eventuale intervento chirurgico laparoscopico.

POSSIBILI RISCHI PER IL NASCITURO

La valutazione del rischio di anomalie, malformazioni, patologie neonatali è molto difficile e presenta diversi problemi nell’analisi dei dati, quali l’età materna più elevata rispetto alla media della popolazione e la possibile presenza di fattori genetici collegati all’infertilità.

La conclusione, emersa da diversi studi, è che esiste nei nascituri da PMA un lieve aumento del rischio di aneuploidie dei cromosomi sessuali e delle anomalie autosomiche de novo. Circa le anomalie cromosomiche strutturali, esse risultano prevalentemente ereditate dal padre, cosa non sorprendente se si considera la frequenza con la quale queste alterazioni sono presenti negli uomini gravemente dispermici. C’è quindi un’indicazione – già seguita dalla maggior parte dei centri – ad eseguire esami genetici completi negli uomini sterili e a controllare la normalità dei bambini con le opportune indagini prenatali.

Diversi studi indicano, inoltre, che complessivamente i bambini nati da trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita hanno alla nascita un peso inferiore alla norma e vengono partoriti pretermine. Questo risultato è fortemente influenzato dell’esito ostetrico delle gravidanze multiple. Va però notato che, per cause da attribuirsi forse alla stessa condizione di infertilità, questo fenomeno si verifica anche nelle gravidanze singole, sebbene in misura sensibilmente inferiore.