Cibo e fertilità

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STILE DI VITA E FERTILITA’

Un grande ostacolo alla maternità può essere rappresentato dallo stile di vita.

La fertilità ha anche a che fare con lo stile di vita che si conduce e vari studi dimostrano che tragga giovamento dall’assunzione delle giuste vitamine, dalla pratica di attività fisica e dalla riduzione di sostanze stimolanti.

Lo stile di vita comprende sia le decisioni coscienti, sia le abitudini più recondite e difficili da sradicare quali, per esempio, il fumo e l’alimentazione.

L’età in cui si decide di ricercare una gravidanza, alimentazione scorretta, alcool, troppo caffè e fumo sono fattori che determinano una riduzione evidente della probabilità di successo delle tecniche di procreazione assistita.

  • ETA’
    Oggi le donne hanno il primo figlio dopo aver completato i propri studi, trovato un lavoro soddisfacente e consolidato il proprio rapporto : molto spesso quindi si cercherà il primo figlio dopo i 30 anni. Già alla fine del primo ventennio di vita la fertilità delle donne comincia a diminuire, ma il compimento dei 35 anni determina una rapida caduta delle possibilità di concepimento. Circa un terzo delle donne che ritardano la gravidanza dopo i 37 anni e più della metà di quelle dopo i 40, avranno difficoltà a concepire, indipendentemente dal fatto che abbiano già avuto figli in passato.
    A 42 anni, solo una donna su 10 ha ancora la possibilità di concepire. Anche nel caso degli uomini si constata una graduale diminuzione della fertilità, sebbene in età più avanzata e in modo meno pronunciato. La fecondità dell’uomo infatti diminuisce progressivamente a partire dai 50 anni.
  • PESO
    Uomini e donne sottopeso hanno problemi di infertilità così come i sovrappeso. Gli obesi infatti hanno una qualità peggiore di ovociti e spermatozoi. Alcuni Stati, addirittura, non permettono alle donne sovrappeso di accedere alla PMA. Occorre perciò, facendo prevenzione primaria, puntare su una corretta alimentazione, poiché il peso corporeo può giocare un ruolo fondamentale. Essere normopeso rappresenta infatti la condizione ideale per ottenere la gravidanza e portarla avanti in maniera ottimale.
  • ALIMENTAZIONE
    E’ ormai assodato che un’ alimentazione varia ed equilibrata migliori il tasso di fertilità. In particolare l’eccessiva assunzione di grassi farebbe diminuire il numero di ovociti di buona qualità e causerebbe una peggiore qualità dell’embrione nella Procreazione Medicalmente Assistita. Quindi, attenzione a cosa mangiamo, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. Tra le varie sostanze che interferiscono con la fertilità c’è anche la caffeina: da uno studio effettuato si è evidenziato come l’assunzione di 600 mg di caffeina al giorno (una tazzina di moka ne contiene circa 80 mg mentre una tazza di caffè americano ne contiene circa 120 mg) ridurrebbe di circa il 50% la probabilità di successo della PMA.
  • FUMO
    Sicuramente le fumatrici hanno un maggior rischio di ritardato concepimento (1 anno), di aborto spontaneo e gravidanze extrauterine rispetto alle non fumatrici, e vanno incontro a menopausa in media 2-3 anni più precocemente. Nel complesso, il rischio di infertilità nella donna fumatrice, è 1,6 volte maggiore della non fumatrice. Nel maschio fumatore molti parametri del liquido seminale risultano alterati, con una correlazione negativa tra nicotina, numero di sigarette e motilità degli spermatozoi. Anche i cannabinoidi non sono del tutto neutri rispetto alla fertilità, interferendo con l’impianto degli embrioni e la motilità degli spermatozoi.
  • ALCOL
    Il consumo eccessivo di alcol, nella donna porta ad alterazioni dell’ovulazione e di sviluppo ed impianto dell’embrione; nell’uomo danneggia sia la produzione di testosterone sia la maturazione degli spermatozoi.
  • ATTIVITA’ SPORTIVA
    Lo sport, se praticato con equilibrio e costanza, è utile a garantire un buono stato di salute generale e riproduttiva, modificando positivamente la composizione corporea e agendo su tutta una serie di fattori di rischio metabolico e cardiovascolare. Tuttavia, in alcune condizioni, è stata dimostrata una relazione negativa tra attività sportiva ed assetto ormonale riproduttivo maschile e femminile: intensità e durata degli allenamenti, uso non-terapeutico di farmaci (doping), alimentazione, stress psicologici associati, condizioni ambientali, traumi genitali e patologie associate.
  • ACIDO FOLICO
    Si raccomanda a donne che programmano una gravidanza l’assunzione di 400 microgrammi di acido folico al giorno. L’acido folico é una vitamina B che riduce il rischio di spina bifida ed altri difetti della colonna a livello del sistema nervoso centrale del feto. Entro il primo mese dalla fecondazione, cioé quasi ancora prima che ci si accorga della gravidanza, si forma la spina dorsale del feto, dalla quale poi si sviluppano il midollo spinale ed il cervello. É raccomandabile assumere una pastiglia contenente 400 microgrammi di acido folico ogni giorno da 3 mesi prima del concepimento fino alla 12esima settimana di gravidanza. L’acido folico si trova in abbondanza in alcuni alimenti come le verdure a foglia verde (spinaci, asparagi, lattuga), le arance, i legumi, i cereali, frutta (kiwi, fragole) e nel fegato. Il processo di cottura però distrugge la grande maggioranza di folato presente nei cibi.