Aspetti legislativi

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LEGISLAZIONE

Le procedure di fecondazione assistita sono state regolamentate nel 2004 con la legge 40.

La Legge 40 consente l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie eterosessuali, sposate o conviventi, cui siano stati diagnosticati problemi di sterilità o di infertilità non risolvibili con altre terapie o cure. Entrambi i componenti della coppia devono essere maggiorenni ed in età fertile. Non sono consentite né la fecondazione eterologa, né la clonazione, la manipolazione del patrimonio genetico degli embrioni o la sperimentazione sugli embrioni stessi, fatta eccezione, in assenza di metodologie alternative, per la ricerca e la sperimentazione finalizzate alla tutela della salute e dello sviluppo dell’embrione. La Legge non consentiva la crioconservazione degli embrioni e obbligava al trasferimento consensuale di un massimo di 3 embrioni.

Nel corso degli anni la Legge 40 ha subito ulteriori modifiche, in particolare:

  • La Corte Costituzionale nel maggio 2009, abolendo l’articolo 14 della legge 40, ha autorizzato la crioconservazione embrionaria per consentire alla coppia di ottenere le migliori probabilità di successo e ridurre il rischio correlato alle gravidanze multiple , ribadendo “l’autonomia e la responsabilità del medico” nello stabilire quanti embrioni trasferire e conferma l’abolizione del divieto di diagnosi preimpianto sull’embrione (malattie genetiche).

 

  • L’8 Aprile 2014 la Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 4, comma 3, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui stabilisce per la coppia di cui all’art. 5, comma 1, della medesima legge, il divieto del ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, qualora sia stata diagnosticata una patologia che sia causa di sterilità o infertilità assolute ed irreversibili.

 

Di seguito si riportano gli articoli fondamentali:

ART. 1.
(Finalità).
2. Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità.

ART. 4.
(Accesso alle tecniche).
1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.
2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base ai seguenti princípi:
a) gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore invasività;
b) consenso informato, da realizzare ai sensi dell’articolo 6.

ART. 5.
(Requisiti soggettivi).
1. Possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi.

ART. 6.
(Consenso informato).
Il medico informa in maniera dettagliata i soggetti sui problemi bioetici e sui possibili effetti collaterali sanitari e psicologici conseguenti all’applicazione delle tecniche stesse, sulle probabilità di successo e sui rischi dalle stesse derivanti, nonché sulle relative conseguenze giuridiche per la donna, per l’uomo e per il nascituro.
Alla coppia deve essere prospettata la possibilità di ricorrere a procedure di adozione o di affidamento ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, come alternativa alla procreazione medicalmente assistita.

Il medico responsabile della struttura può decidere di non procedere alla procreazione medicalmente assistita, esclusivamente per motivi di ordine medico-sanitario. In tale caso deve fornire alla coppia motivazione scritta di tale decisione.

ART. 11.
(Registro).
1. È istituito, con decreto del Ministro della salute, presso l’Istituto superiore di sanità, il registro nazionale delle strutture autorizzate all’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, degli embrioni formati e dei nati a seguito dell’applicazione delle tecniche medesime.
2. L’iscrizione al registro di cui al comma 1 è obbligatoria.

CAPO V
DIVIETI E SANZIONI
ART. 12.
(Divieti generali e sanzioni).
2. Chiunque a qualsiasi titolo, in violazione dell’articolo 5, applica tecniche di procreazione
medicalmente assistita a coppie i cui componenti non siano entrambi viventi o uno dei cui
componenti sia minorenne ovvero che siano composte da soggetti dello stesso sesso o non coniugati o non conviventi è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 200.000 a 400.000 euro.
3. Per l’accertamento dei requisiti di cui al comma 2 il medico si avvale di una dichiarazione sottoscritta dai soggetti richiedenti. In caso di dichiarazioni mendaci si applica l’articolo 76, commi 1 e 2, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

La legge 40 è stata modificata nel corso degli anni successivi e questa è l’attuale situazione:

  • Divieto di produzione di più di tre embrioni: rimosso con sentenza della Corte Costituzionale 151/2009
  • Obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti: rimosso con sentenza della Corte Costituzionale 151/2009
  • Divieto di diagnosi pre-impianto per le sole coppie infertili: rimosso con sentenza del Tar Lazio 2008 (Linee Guida)
  • Divieto di accesso alle coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche: sentenza di condanna della Corte Europea dei Diritti dell’uomo 29 agosto 2012 nei confronti dell’Italia. Decisione eseguita nell’anno 2013.
  • Divieto di eterologa: dichiarato incostituzionale dalla Corte l’8 aprile 2014
  • Divieto di accesso alla fecondazione assistita per single e coppie dello stesso sesso: in vigore.