Preservazione della fertilità femminile

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PRESERVAZIONE DELLA FERTILITA’ FEMMINILE

La crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale può essere definita come una prevenzione dell’infertilità futura.  È l’applicazione delle tradizionali tecniche di crioconservazione dei gameti femminili (ovociti), ormai consolidate e sicure, per accedere successivamente alle procedure di procreazione medicalmente assistita qualora non si riesca a concepire in modo spontaneo.

A chi è rivolta?

  • La preservazione della fertilità viene proposta a quelle donne che devono sottoporsi a chemioterapia per un tumore o radioterapia della pelvi, o a cure e interventi demolitivi sugli annessi che incideranno irreversibilmente sulla capacità riproduttiva
  • La crioconservazione degli ovociti a proprio beneficio futuro (anche chiamata “social Freezing”), è indicata per tutte quelle donne che per motivi personali vogliono preservare la propria fertilità e ricercare una gravidanza più avanti nel tempo, quando possono subentrare delle difficoltà nel concepimento naturale.
  • Il “social freezing” è indicato anche in caso di familiarità per menopausa precoce.

È bene sottolineare, tuttavia, che affinché sia efficace, il congelamento degli ovociti dovrebbe essere essere eseguito possibilmente entro i 35-37 anni. La possibilità di gravidanza futura utilizzando gli ovociti crioconservati dipende, infatti, dal numero e dalla qualità degli ovociti recuperati. In generale entrambi questi fattori sono strettamente connessi all’età e alla riserva ovarica della paziente al momento della raccolta.

Come si accede alla crioconservazione?

Il percorso  si compone di varie fasi:

  • Visita preliminare: volta a valutare sia lo stato di salute generale, sia la riserva ovarica.
  • Stimolazione e monitoraggio della multiovulazione: stimolazione farmacologica della multiovulazione con monitoraggio della crescita follicolare mediante controlli ecografici ed ematici per valutazione ormonale.
  • Il prelievo degli ovociti: il prelievo degli ovociti per via transvaginale sotto guida ecografica, viene eseguito in sedazione profonda e ha una durata di 10-15 minuti. La paziente viene dimessa dopo circa 3 ore.
  • Il congelamento degli ovociti: gli ovociti così recuperati vengono crioconservati in ambiente idoneo mediante tecnica di vitrificazione che preserva l’integrità cellulare degli ovociti garantendone la sopravvivenza post-scongelamento.

Come può utilizzare la donna i suoi ovociti crioconservati?

Nel momento in cui la donna lo richiederà, potrà essere programmato un trattamento di fecondazione assistita utilizzando gli ovociti crioconservati e gli spermatozoi del partner. Dopo un’adeguata preparazione endometriale al fine di accogliere gli embrioni, gli ovociti verranno scongelati e inseminati con gli spermatozoi del partner mediante tecnica ICSI. Se si avrà una fecondazione, gli embrioni così formati verrano mantenuti in coltura e quindi trasferiti in utero (vedi transfer embrionario nella tecnica FIVET). Le percentuali di gravidanza saranno sovrapponibili a quelle di donne di pari età a quella della paziente al momento del congelamento ovocitario.